Scettico ma poi….progetto di restauro Madza MX-5
Quando l’ho scelta volevo una sportiva a trazione posteriore. L’offerta del mercato con un portafogli limitato non era granché, di coupé potevo vederne solo col binocolo…le avrei preferite. A parte che andare in giro senza tetto è stancante e poco confortevole…le cabrio sono sempre più pesanti e meno performanti delle rispettive versioni chiuse.
Però la disponibilità questa era e comunque ne avevo sempre sentito parlare egregiamente anche se le potenze in gioco sono quasi ridicole.
Spulciando un pò la scheda tecnica scarto subito le 1.6, 90 o 110 cavalli anche contando su un telaio relativamente leggero non vanno da nessuna parte. Non siamo a pesi da suv certo, ma siamo comunque oltre la tonnellata, non è mica una Lotus Elise o una Seven. Quindi mi metto alla ricerca di una Mazda mx5 1.8. Anni sempre intorno al 2000 o meno per poi farla ASI, magari corredata da un bel differenziale autobloccante.
L’annuncio, il colpo di fulmine
Quando vedo l’annuncio giusto subito me ne rendo conto, una versione Miracle anno 2000 1.8 cambio a sei marce e autobloccante. La vado a vedere e nel giro di una settimana me la porto a casa.
Primi chilometri, primi problemi
Come spesso mi capita nei primi viaggi con macchine nuove (usate) c’è qualcosa che mi colpisce nel bene o nel male, questa volta è stata una cosa abbastanza particolare, un calore esagerato che proveniva dal tunnel a fianco della zona piedi guidatore. Ad una sosta mi sono anche fermato a cercare su internet se fosse una cosa normale e infatti lo era. Praticamente il sistema di scarico passa a 1 cm di distanza dalla lamiera del telaio che trasmette inevitabilmente il calore al rivestimento interno. Veramente fastidioso, soprattutto con temperature estive, strano che questi giapponesi abbiano fatto una scelta del genere…
A parte questi dettagli l’auto è veramente piacevole da guidare, l’assetto originale non è rigido, ma il rollio non è eccessivo e si sente immediatamente la perfetta distribuzione dei pesi.
Il risultato? Neutra, ma appena si toccano freno o acceleratore si può giocare con leggeri sotto o sovrasterzi, si percepisce proprio un bilanciamento ottimo favorito anche dalle 4 sospensioni indipendenti a doppi trapezi sovrapposti.
Il motore non è un granché, la spinta modesta e le marce sono super ravvicinate per sfruttare tutti e 6 i rapporti, qualche cavallo dei 140 iniziali sarà stato perso per strada da qualche parrucchiera precedente proprietaria.
La manovrabilità del cambio è fantastica, corsa minima e precisa, d’altronde la corta leva entra direttamente nella scatola cambio posizionata appena sotto senza rinvii, aste, snodi e ammenicoli vari e conseguenti probabili giochi.
Lo sterzo è anche apprezzabile posizionato quasi in verticale, l’abitacolo è molto piccolo e io ci sto al pelo essendo alto 190cm, sfiorando quasi il soft top. L’auto era corredata anche di hard top che ho tenuto sempre montato tirando giù il soft. Più bella esteticamente, a parer mio ovviamente, e pratica. Poi per le cabrio con qualche anno sulle spalle, qualche goccia d’acqua all’interno è quasi assicurata. Quell’odore di muschiato e calzini sporchi è un marchio registrato.

La versione Miracle prevede colore verde metallizzato esterno ed interni in pelle beige con volante e pomello in radica, all’inizio ero scettico sul feeling che può trasmettere il legno, ma sono stato piacevolmente colpito. Aria condizionata ovviamente, con tutto quel calore che sale dal tunnel è una tortura la calura che si sviluppa all’interno che neanche nei vicoli di Marrakech.
Restauro Madza MX5
Sistemando le solite irritanti perdite di liquidi, oltre a qualche pannello arrugginito della carrozzeria per via di una manutenzione degli scoli capote non proprio certosina, ho sostituito la frizione alla Mazda, avendo così l’opportunità di studiarla nell’intimo.

Ha un telaio meccanico praticamente portante. Motore e telaietto anteriore con sospensioni annesse fanno corpo unico con quello posteriore più differenziale, attraverso un traliccio che va a contenere l’albero di trasmissione per portare la coppia alle ruote dietro.
Praticamente si può separare la carrozzeria dalla meccanica tipo come sulle auto americane con telaio a longheroni. D’altronde se questo modello dall’anno 89 fino ai primi del 2000 con le varie versioni dalla NA, NB, NBFL è rimasto praticamente invariato telaisticamente mantenendo il suo successo per quasi 15 anni, un perché ci sarà.
Una ciclistica che si sarebbe meritata un motore all’altezza, si perché anche con 140 cavalli non riesce a dare emozioni di nota. Fuori dall’Europa c’era una versione Mazdaspeed con lo stesso 1.8m, ma turbizzato, questo sí avrebbe reso questa spiderina un’arma più affilata e con una turbina già montata lì dalla Mazda pronta per giri di vite, turbine maggiorate, giranti ibride etc…poi le vie del signore sono infinite.

In tanti montano kit turbo aftermarket o swappano con motori più generosi, v6 ma anche v8, però sappiamo bene che poi andare in giro per strada con mezzi così accrocchiati è da pelo sullo stomaco oggigiorno…
Se vuoi consigli o due dritte, scrivi a info@quattroanelli.i


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