Come primo racconto non posso che partire da dove tutto è iniziato: il restauro di un’ Audi S2 Coupè.
Blu scura metallizzata, interni ed esterni decenti, funzionante, il quadro strumenti sembrava un albero di Natale, non solo spie, ma anche continui cicalini mi avvisavano di gravi e svariati malfunzionamenti. Fermato al primo distributore per fare il pieno, la pistola del rifornimento non scattava mai…veloce controllo ad acqua e olio, segno della croce e via in viaggio, più di 400 km con un’auto vecchia e di cui non conoscevo nulla. Ricordo ancora la paura di rimanere fermo in mezzo ad una delle gallerie dei primi km. Quel viaggio andò bene, nonostante quelle spie minacciose, ma bugiarde.
L’ S2 era praticamente tutta originale, solo dei cerchi stile a4 b5 la stonavano, interni in pelle nera, aria condizionata, tanti strumenti incastonati in una plancia che sicuramente non dimostrava gli anni che aveva. Un’auto pensata per essere una gran turismo da viaggio piuttosto che una sportiva di razza, veloce e comoda, il canto del suo cuore a 5 cilindri soffocato da uno scarico originale un po’ arrabattato da qualche vecchio proprietario. A tal proposito penso spesso che la vita di un’auto attraversa varie fasi, quando esce dal concessionario viene trattata stile reliquia (ricordando che questa da nuova costava come un bilocale in centro e non sto parlando del centro di Paola in provincia di RC..) da sfoggiare con tutti i conoscenti, te ne vanti e ti fa sentire un ganzo in coda al semaforo; poi passano gli anni e lei inizia a diventare sempre di più solo un mezzo per spostarsi da A a B, fino a che al terzo o quarto proprietario e 15 anni di onorato servizio viene trattata come una carretta pronta per lo sfascio… Ecco lei aveva già oltrepassato questa fase e diciamo che molte delle mani che l’avevano accudita non erano state delle più competenti.

Da quando è in mio possesso nessun altro oltre me ci ha messo le mani. Ci sono gruppi di fanatici del modello dai quali si può attingere per ogni tipo di aiuto o informazione e grazie ai quali queste auto possono tornare a splendere e a far provare qualche emozione piccante agli appassionati ancora numerosi. Si perché questi motori erano pensati, progettati e costruiti per essere prestazionali, ma molto affidabili. Da quando hanno lanciato la versione 20 valvole (fine anni 80) a parte le prime che non avevano ancora la guarnizione testata multistrato che è stata poi aggiornata, questi motori da originali erano pronti per sopportare quasi 400 CV in tutta tranquillità ed anche il resto della trasmissione se non abusata con troppe partenzine a quattro ruote fumanti non creava patemi. Già, quattro, perché oltre a tutto questo dobbiamo ricordarci che a disposizione c’è l’evoluzione delle trasmissioni integrali create dall’Audi per dominare i rallies dei primi anni 80. Un marchio che ha costruito la sua storia e fortuna attorno a questa parola che ancora oggi è li bella in rilievo in ogni spot pubblicato. E’ non è finita qua perché l’Audi S2 Coupé è anche la prima Audi della storia a fregiarsi della S nel nome, insomma un modello importante, da leccarsi le dita per quante icone della casa tedesca raccoglie eppure ancora non abbiamo nemmeno accennato all’RS2. Tornando al mio esemplare, lasciando stare per un attimo il suo pedigree che mi gasa sempre parecchio, pian piano la sistemo un pò sotto ogni aspetto, la prima cosa che faccio è sistemare i vari strumenti di bordo così da avere un qualcosa di affidabile dalla quale partire. Poi mi sono occupato dei freni aggiornando gli anteriori a qualcosa di più propenso a 15 quintali lanciati a 248km/h di velocità massima dichiarata. Scarico per ascoltare finalmente la vera voce di questo propulsore, forse osando anche troppo, revisione alle sospensioni, cerchi originali e infine mappetta vecchio stile andando a sostituire le EEPROM originali per sfruttare fino in fondo la turbina originale. Nelle ultime tre righe ho riassunto i lavori dei primi 3/4 anni, ma vi assicuro che per capire il cosa, come, perché, dove lo trovo, come lo pago, spedisci?, ecc ecc non è stata una banalità su un modello così vecchio e di nicchia, dove se vai in Audi e provi a dire mi servono dei ricambi per una Coupé del 92 ti guardano come farebbe Khaby Lame in uno di quelle sue classiche gag davanti la cinepresa.
Lavori successivi
Poi negli anni ci ho messo mano sempre più in profondità, ormai conosco questo modello molto bene, riuscendo ad esempio a rifare la testata con un leggero flussaggio o a rimpiazzare lo spinterogeno con le più recenti accensioni completamente digitali e bobine singole ed anche a farmi la parte elettronica da solo con l’aiuto di programmatori di chip, luci ultraviolette per la cancellazione e compagnia cantante. Credo proprio di avere provato più piacere a lavorarci che a guidarla, ma non perché non sia piacevole da portare, anzi sotto questo aspetto la cavalleria generosa ti stampa sempre il sorriso, ma intendo quando delle idee che trasformi in progetti che alla fine si realizzano e dei quali, magari, quando hai cominciato non capivi nulla devo dire che mi fa sempre provare una bella emozione.
Se anche tu hai un’Audi S2 Coupè e vuoi consigli o due dritte, scrivi a info@quattroanelli.it

